Newsletter marketing: perché è lo strumento preferito dai publisher

Se si pensa agli utilizzi dell’Email Marketing la prima cosa che viene in mente è sicuramente il Direct Marketing: molte piccole aziende ed ecommerce si affidano alle mail come via di comunicazione one-to-one con il proprio cliente, sia essa volta ad informare oppure a veicolare campagne pubblicitarie. La grande diffusione dell’email e il suo utilizzo quotidiano da parte di miliardi di persone in tutto il mondo hanno fatto sì che anche molte altre tipologie di aziende si siano interessate a questo strumento. In particolare, molto diffuso è l’utilizzo delle newsletter da parte di publisher di contenuti, siano essi online o offline.

Il formato newsletter non è sicuramente nuovo, anzi. Esiste infatti dagli albori di Internet, in quanto molto semplice da comporre ma al tempo stesso eccezionale per raggiungere e coinvolgere l’utente a cadenza periodica. Solo negli ultimi anni, però, i publisher hanno compreso appieno le possibilità di utilizzo e monetizzazione che offre, determinandone così una rapida diffusione. Tutti i più grandi siti di contenuti al mondo (BuzzFeed, VICE, Rolling Stone, etc.) adottano strategie di Newsletter Marketing con l’obiettivo di aumentare la brand awareness e aumentare gli iscritti, ma anche come canale di diffusione di campagne pubblicitarie e per incentivare acquisti di qualsiasi tipo.

Il Newsletter Marketing è lo strumento di comunicazione preferito dai publisher per varie ragioni. Eccone alcune:

 

Portare traffico al sito

I publisher desiderano prima di tutto aumentare il traffico di utenti sul sito web, in modo da accrescere la propria audience. La newsletter permette, tramite l’aggregazione di contenuti e l’utilizzo di link, di indirizzare gli utenti al sito, con la speranza che una volta atterrati su di esso continuino la navigazione perché interessati ad altri contenuti. Siti di grandi dimensioni come BuzzFeed indicano l’email tra i primi 5 canali di traffico verso il sito ogni mese, con percentuali in continua crescita.

 

Rimanere al passo con i tempi

Molti editori tradizionali che si affidavano a librerie ed edicole per vendere le proprie pubblicazioni hanno visto il proprio mercato venire stravolto in pochi anni con l’avvento di Internet. Per poter continuare a esistere, questi publisher hanno bisogno di costruire una presenza online importante, in modo da raggiungere potenziali abbonati. Grazie all’Email Marketing essi possono connettersi con nuove audience e promuovere i propri contenuti, per esempio fornendo un’anticipazione di quello che sarà possibile trovare sull’edizione cartacea di una rivista.

 

Contenere i costi

L’Email Marketing è uno strumento generalmente molto economico per raggiungere la propria utenza. Questo vale in modo particolare per i publisher che, disponendo di contenuti già pronti, hanno unicamente la necessità di adattarli al formato newsletter. Inoltre, l’elevato ROI garantito dall’email fa sì che esso sia ottimo anche per generare brand awareness, aumentare l’engagement e vendere prodotti e abbonamenti senza disporre di un budget pubblicitario elevato.

 

Raggiungere target specifici

Gli editori si rivolgono generalmente ad una molteplicità di audience diverse, ognuna delle quali necessita contenuti cuciti su misura. Secondo le ricerche, la maggior parte delle disiscrizioni dalle mailing list è determinata dalla non rilevanza per l’utente dei contenuti ricevuti. In altre parole, il publisher non può inviare lo stesso messaggio a tutti: deve invece differenziare il proprio contenuto in base ai segmenti di utenza. Adottando questo tipo di accortezze, è possibile aumentare fino al 760% le revenue derivanti dall’Email Markenting.

 

Monetizzare spazi pubblicitari

Una delle ragioni più pratiche per cui i publisher si servono delle newsletter è quella di monetizzare i database di utenti iscritti alla propria mailing list ed i propri contenuti. Una newsletter permette infatti di inserire diversi spazi pubblicitari inframezzati ai contenuti, che saranno venduti a terzi sia in modalità reservation che – grazie a specifiche piattaforme SSP – in programmatic. Questi spazi potranno essere riempiti da classici banner display, ma la tipologia di inserzione più adatta all’email è sicuramente il Native Advertising: esso infatti si integra perfettamente con il tipo di contenuto proposto dalla newsletter, imitandone in parte formato ed aspetto. In questo modo la pubblicità, seppur comunque riconoscibile, sarà meno fastidiosa ed appariscente per l’utente, portando così ad un migliore CTR. D’altra parte, l’email è facilmente tracciabile e, come già detto, differenziabile rispetto al segmento: ciò permette al publisher di fornire all’inserzionista dati credibili sul target e sui tassi di risposta ottenuti.

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